lunedì 22 aprile 2019

Cuore di plastica: i bambini ti mostrano come le tue azioni distruggeranno il loro futuro

Earth Day 2019


"In natura, nulla esiste da solo." - Rachel Carson, 1962
I doni della natura per il nostro pianeta sono le milioni di specie che conosciamo e amiamo, e molte altre che rimangono da scoprire. Sfortunatamente, gli esseri umani hanno sconvolto irrimediabilmente l'equilibrio della natura e, di conseguenza, il mondo sta affrontando il più grande tasso di estinzione da quando abbiamo perso i dinosauri più di 60 milioni di anni fa. 
Ma a differenza del destino dei dinosauri, la rapida estinzione delle specie nel nostro mondo oggi è il risultato dell'attività umana.
 
La distruzione globale senza precedenti e la rapida riduzione delle popolazioni di piante e animali selvatici sono direttamente collegate a cause guidate dall'attività umana: cambiamenti climatici, deforestazione, perdita di habitat, traffico e bracconaggio, agricoltura insostenibile, inquinamento e pesticidi per citarne alcuni. Gli impatti sono di vasta portata.
Se non agiamo ora, l'estinzione potrebbe essere l'eredità più duratura dell'umanità. Ecco alcuni rapidi dati sull'attuale ondata di estinzione e ulteriori informazioni su questo problema qui.
Tutti gli esseri viventi hanno un valore intrinseco e ognuno gioca un ruolo unico nella complessa rete della vita. Dobbiamo lavorare insieme per proteggere le specie in via di estinzione e minacciate: api, barriere coralline, elefanti, giraffe, insetti, balene e altro ancora.
La buona notizia è che il tasso di estinzioni può ancora essere rallentato e molte delle nostre specie in declino, minacciate e in via di estinzione possono ancora recuperare se lavoriamo insieme per costruire un movimento globale unito di consumatori, elettori, educatori, leader religiosi e scienziati chiedere un'azione immediata.
Earth Day Network chiede alle persone di unirsi alla nostra campagna Protect our Species. I nostri obiettivi sono:
Educare e sensibilizzare sull'accelerazione del tasso di estinzione di milioni di specie e sulle cause e le conseguenze di questo fenomeno.
Raggiungi importanti vittorie politiche che proteggono ampi gruppi di specie, nonché singole specie e i loro habitat.
Costruisci e attiva un movimento globale che abbraccia la natura e i suoi valori.
Incoraggiare azioni individuali come l'adozione di una dieta a base vegetale e l'interruzione dell'uso di pesticidi ed erbicidi.

martedì 12 marzo 2019

30 ANNI FA' NASCEVA IL WORLD WIDE WEB, CHE CAMBIO' IL MONDO

Il World Wide Web il sistema che permette di usufruire della gran parte dei contenuti disponibili su Internet fu scritto/descritto ufficialmente per la prima volta il 12 marzo del 1989 dal suo inventore Tim Berners Lee, in una sorta di memoria che presentò ai suoi capi al CERN di Ginevra. 
Il World Wide Web o web che poi sarebbe poi diventato il principale servizio di internet, nel mondo, In quel momento però era solo la descrizione di un sistema per gestire la grande mole di informazioni legata agli esperimenti scientifici al CERN tra i circa 17.000 scienziati che ci lavoravano. 
Il suo nome non era ancora World Wide Web Berners Lee ci arrivò successivamente.
Nel 1990, Time Berners Lee e i suoi collaboratori pubblicarono la prima pagina web all’indirizzo http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html (è ancora lì, potete visitarla) 

e il primo server del web era ospitato sul computer di Berners Lee, un NeXT (la società fondata da Steve Jobs dopo aver lasciato Apple) su cui fu appiccicata una grossa etichetta che diceva “non spegnete, è un server!”. 
La pagina era una descrizione del progetto che esemplificava e conteneva anche alcuni collegamenti ipertestuali per raggiungere altre pagine: i link, il sistema principale su cui ancora oggi si basa l’architettura delle pagine web.


Le cose continuarono a svilupparsi rapidamente. 
Nel marzo del 1991 i software necessari per usare il sistema del World Wide Web (il primo browser, di fatto) furono disponibili anche per altre persone al CERN e nell’agosto di quell’anno Berners-Lee annunciò pubblicamente la sua invenzione
Nel dicembre del 1991 fu attivato il primo server del web negli Stati Uniti, nel centro di ricerca SLAC dell’università di Stanford. 

A lavorare al progetto furono poi invitate anche altre persone che non facevano parte del CERN, quando diventò chiaro che sarebbero servite molte mani in più per scrivere i codici che avrebbero permesso a migliaia di persone di usare il nuovo sistema. Nell’aprile 1993 il CERN disse che “la tecnologia WWW sarebbe diventata utilizzabile liberamente da tutti, senza bisogno di dover pagare alcuna tassa” al CERN. 
Alla fine del 1993 c’erano già almeno 500 server per il web, che generavano circa l’1 per cento del traffico di internet. 

venerdì 15 febbraio 2019

IL FILO DI NICHEL NELLE CASSE DEL CAMPIDOGLIO (TOTO' TRUFFA 2019)

Non volevo credere a quanto lettto ieri su IL MESSAGGERO della "truffa" rifilata all'amministrazione capitolina nell'anno 2011 con a capo il SINDACO Alemanno Giovanni.

La storia comincia più di vent’anni fa, 1997, quando il Comune di Roma decide di espropriare un grande terreno agricolo per costruirci un deposito di bus. 
I proprietari dell’appezzamento chiesero un indennizzo di 65 miliardi di lire
Ricorso accolto sia in primo grado che in appello, ma giudicato illegittimo dalla Cassazione nel 2005.
Prima che si arrivasse al ribaltamento in terzo grado, i proprietari avevano ceduto il credito a un’altra società, che faceva capo al finanziere Giovanni Calabrò, detto “il marchese”. 
Il quale con un decreto ingiuntivo, nel 2004, era riuscito a incassare la somma dal Campidoglio. Somma che però, dopo la sentenza del Palazzaccio, avrebbe dovuto essere restituita per intero.
Ecco allora la pensata: trovandosi in difficoltà finanziarie, la società offrì al Comune una partita di “nichel wire” «in garanzia». 
Insomma il famoso nastro da 200 chilometri, presentandolo appunto come preziosissimo, tanto che le sue quotazioni, a sentire il Campidoglio, erano rapidamente schizzate dai «36 milioni» iniziali fino a «55.644.344,00 euro». 
Così si legge nelle carte dell’asta, poi fallita sei volte di fila, https://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW121631 con cui il Comune ha provato a piazzare il lotto al miglior offerente, dopo avere ottenuto la «specifica attestazione» di un notaio. 
Il fallimento delle aste Verbale n. 6 del 10 giugno 2015 ripetuto più volte avrebbe dovuto insospettire,l'amministrazione ma cosi non è stato,
Una colossale fregatura, da 55 milioni di euro, regolarmente iscritto nel bilancio del Comune di Roma
Il materiale in questione ha le fattezze di un tronchetto di nichel, un filo sottilissimo che srotolato supererebbe i 200 chilometri.
Il Campidoglio ora scopre di avere in mano un materiale di scarsissimo valore, 40mila euro al massimo, in confronto al clamoroso prezzo stimato al momento della cessione, con tanto di certificato di qualità firmato da una società svizzera.
Il Comune, in questi anni, ha oltretutto speso la bellezza di 200mila euro per far sorvegliare un tesoro che valeva poco o nulla, con tanto di guardie giurate per scortarlo e proteggerlo.
Ora si rischia perfino il danno erariale, oltre al fatto che quei soldi, inseriti nelle manovre finanziarie da anni, creano una discreta falla nei conti capitolini.
A metà del 2018, in gran segreto, è intervenuta la Guardia di Finanza
Il nucleo di Polizia economico-finanziaria di Vicenza, su mandato della Procura vicentina, ha messo il nichel sotto sequestro. 
In Veneto stavano già indagando sul crac di una società del “marchese” Calabrò, che aveva venduto un altro filo di nichel a un’azienda di Montecchio Precalcino.
Dopo una perizia, si è scoperto che quel cavo non valeva 15 milioni, come stimato all’inizio, ma poco più di 20 mila euro.
Ed è scattato il campanello d’allarme: vuoi vedere che anche il filo affibbiato al Comune di Roma era un “bidone”?
Lo ha accertato una nuova, recente perizia. 
Di cui in Campidoglio sembrano non sapere nulla, se è vero che ancora il 30 gennaio scorso il Comune ha rinnovato un appalto da 57mila euro per «la custodia» del tesoro farlocco, addirittura «fino al 2021».
Nell’aprile del 2018, i revisori dei conti avevano messo in guardia la giunta di Virginia Raggi
E nel rilasciare il parere alla variazione di bilancio, avevano invitato i grillini a «impegnare le somme derivanti dalla vendita del nichel successivamente alla effettiva vendita». 
Cioè a non considerare i soldi in cassa, prima di averli.
Il Comune di Roma ora cercherà di recuprare il credito, ma, dice Il Messaggero, la Corte dei conti ha aperto un fascicolo sui soldi che il Roma ha speso in questi anni per tenere al sicuro il filo di nichel. Si parla di 200mila euro spesi per la sicurezza del tronchetto. Sarà il Viceprocuratore regionale Guido Patti a seguire gli accertamenti.

PER DOVERE DI CRONACA - LA REPLICA DI OGGI DELLA SINDACA RAGGI  FONTE IL MESSAGGERO




lunedì 4 febbraio 2019

UNA SUPER PIANTA POTREBBE SALVARE IL PIANETA DAL RISCALDAMENTO GLOBALE (FINANCIAL TIME)

Si chiama Ideal Plant il progetto di un gruppo di scienziati che mira a creare una pianta in grado di combattere in modo significativo il riscaldamento globale.
California all'Istituto Salk la professoressa Joanne Chory è una delle principali biologhe di piante del mondo e figura di spicco dell'iniziativa Ideal Plant, ha avuto una carriera prolifica: 
Dopo un dottorato in microbiologia, ha lavorato presso la Harvard Medical School prima di entrare nel Salk Institute for Biological Studies nel 1988.
Negli anni successivi, ha fatto importanti scoperte su come le piante reagiscono alla luce e producono ormoni della crescita, vincendo numerosi premi per il suo lavoro.

C'è un altro problema che lei vuole risolvere: come progettare piante che saranno in grado di immagazzinare più anidride carbonica nelle loro radici. 

Piantato su larga scala, spiega, questi potrebbero aspirare abbastanza biossido di carbonio dall'atmosfera per aiutare a rallentare il cambiamento climatico. 

La scienziata Joanne Chory "Voglio fare qualcosa in cui posso veramente fare la differenza.

Il cambiamento climatico è in corso e c'è bisogno di farlo ora.
John Francis Peters Salk sta parlando con le compagnie di semi e si sta preparando a fare test sulle principali colture agricole - inclusi grano, soia, mais e cotone - così che la Pianta Ideale potrebbe giorno sarà introdotto nelle fattorie di tutto il mondo. 

Dobbiamo farlo ora - forse è già troppo tardi. Non lo so. 

"Quel senso di urgenza riflette una realtà terribile: le emissioni globali di anidride carbonica continuano a crescere nonostante anni di sforzi politici per controllarle. 

Il mondo è già stato riscaldato da 1C; per evitare un aumento della temperatura di 2 ° C o più - dopo di che milioni di persone sono esposte a pericolose ondate di calore e siccità - molti scienziati sostengono che dobbiamo aggiungere una nuova strategia al mix. 
Se il mondo non può ridurre le emissioni di carbonio abbastanza rapidamente per evitare cambiamenti climatici estremi, il problema può essere risolto dall'altra parte: rimuovendo grandi quantità di CO2 dall'aria.
ARTICOLO ORIGIALE  https://www.ft.com/magazine
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